Château Lilian Ladouys
Sul margine meridionale di Saint‑Estèphe, tra dossi di ghiaia e vene d’argilla più fresca, Château Lilian Ladouys affonda radici nel XVI secolo. Storicamente Cru Bourgeois, dal 2008 la famiglia Lorenzetti ne ha rilanciato l’identità con reimpianti, studio delle parcelle e una ricerca di precisione che parla sottovoce.
Qui il terroir è un mosaico: gravels asciutti per la spina dorsale del Cabernet Sauvignon, zone argillo‑calcaree che sostengono il Merlot, un tocco di Petit Verdot come firma speziata. Vendemmia manuale, selezione severa e élevage in rovere francese danno ritmo e profondità, senza sovraccaricare lo stile.
Ne nasce una lettura contemporanea di Saint‑Estèphe, più architettonica che muscolare, guidata da pratiche sostenibili e dall’idea che ogni parcella debba essere ascoltata prima di essere assemblata.Château Lilian Ladouys
Sul margine meridionale di Saint‑Estèphe, tra dossi di ghiaia e vene d’argilla più fresca, Château Lilian Ladouys affonda radici nel XVI secolo. Storicamente Cru Bourgeois, dal 2008 la famiglia Lorenzetti ne ha rilanciato l’identità con reimpianti, studio delle parcelle e una ricerca di precisione che parla sottovoce.
Qui il terroir è un mosaico: gravels asciutti per la spina dorsale del Cabernet Sauvignon, zone argillo‑calcaree che sostengono il Merlot, un tocco di Petit Verdot come firma speziata. Vendemmia manuale, selezione severa e élevage in rovere francese danno ritmo e profondità, senza sovraccaricare lo stile.
Ne nasce una lettura contemporanea di Saint‑Estèphe, più architettonica che muscolare, guidata da pratiche sostenibili e dall’idea che ogni parcella debba essere ascoltata prima di essere assemblata.