Château Troplong Mondot

A dominare Saint‑Émilion, fino a 110 metri di quota, c’è Château Troplong Mondot: Premier Grand Cru Classé con esposizione a 360°, dove ogni parcella sente vento e sole in modo diverso.

Le radici risalgono circa al 1700; nel 1745 la famiglia de Sèze costruì il castello sulla sommità, e nel 1850 Raymond Troplong riunì e ampliò le vigne dando al domaine il nome attuale. Un passaggio chiave è il 2006, con la promozione a Premier Grand Cru Classé (B). La firma, però, è geologica: argille dell’Agenais sopra il calcare di Astéries, capaci di immagazzinare acqua in inverno e restituirla nei mesi caldi, offrendo al Merlot densità e al sorso tensione e precisione.

Raccolta e vinificazione procedono per lotti, seguendo le micro‑differenze del pendio; il lavoro del suolo mira a mantenerlo vivo e ben ossigenato. Ne nasce un Saint‑Émilion che racconta altitudine, argilla e calcare, con eleganza contemporanea.

Château Troplong Mondot

A dominare Saint‑Émilion, fino a 110 metri di quota, c’è Château Troplong Mondot: Premier Grand Cru Classé con esposizione a 360°, dove ogni parcella sente vento e sole in modo diverso.

Le radici risalgono circa al 1700; nel 1745 la famiglia de Sèze costruì il castello sulla sommità, e nel 1850 Raymond Troplong riunì e ampliò le vigne dando al domaine il nome attuale. Un passaggio chiave è il 2006, con la promozione a Premier Grand Cru Classé (B). La firma, però, è geologica: argille dell’Agenais sopra il calcare di Astéries, capaci di immagazzinare acqua in inverno e restituirla nei mesi caldi, offrendo al Merlot densità e al sorso tensione e precisione.

Raccolta e vinificazione procedono per lotti, seguendo le micro‑differenze del pendio; il lavoro del suolo mira a mantenerlo vivo e ben ossigenato. Ne nasce un Saint‑Émilion che racconta altitudine, argilla e calcare, con eleganza contemporanea.