Weingut Esterházy
Tra le pendici del Leithagebirge e l’influenza temperante del lago Neusiedl, a Trausdorf, il Weingut Esterházy custodisce una storia documentata dal 1652; i registri di cantina arrivano fino al 1758, cifra che non è nostalgia ma bussola. Il baricentro è chiaro: Leithaberg DAC come racconto di suolo e clima.
Dal 2019 i vigneti sono condotti in biologico e con l’annata 2023 la produzione è interamente certificata. Potatura “dolce” per longevità dei ceppi, compost bio e lavoro su parcelle in più comuni del Leithaberg valorizzano differenze di esposizioni e di substrati, dal calcare allo scisto.
In cantina tradizione e sperimentazione convivono: legni provenienti dai boschi di proprietà, affinamenti pazienti e, nei “project wines”, prove in recipienti alternativi. Ne nasce un Burgenland contemporaneo, fatto di struttura e slancio, dove l’eleganza deriva da scelte coerenti e dal tempo.Weingut Esterházy
Tra le pendici del Leithagebirge e l’influenza temperante del lago Neusiedl, a Trausdorf, il Weingut Esterházy custodisce una storia documentata dal 1652; i registri di cantina arrivano fino al 1758, cifra che non è nostalgia ma bussola. Il baricentro è chiaro: Leithaberg DAC come racconto di suolo e clima.
Dal 2019 i vigneti sono condotti in biologico e con l’annata 2023 la produzione è interamente certificata. Potatura “dolce” per longevità dei ceppi, compost bio e lavoro su parcelle in più comuni del Leithaberg valorizzano differenze di esposizioni e di substrati, dal calcare allo scisto.
In cantina tradizione e sperimentazione convivono: legni provenienti dai boschi di proprietà, affinamenti pazienti e, nei “project wines”, prove in recipienti alternativi. Ne nasce un Burgenland contemporaneo, fatto di struttura e slancio, dove l’eleganza deriva da scelte coerenti e dal tempo.