Pavillon rouge du Château Margaux

Nel cuore di Margaux, Pavillon rouge du Château Margaux è la seconda firma della proprietà: un accesso più diretto alla sua eleganza, senza rinunciare al rigore della selezione sui suoli di ghiaia fine del Médoc.

Nato come “secondo vino”, porta il nome definitivo dal 1908. Dopo una lunga pausa, la produzione è ripartita con l’arrivo di André Mentzelopoulos nel 1977; dagli anni ’90, con la creazione di un terzo vino, la scelta delle parcelle è diventata ancora più severa, anno dopo anno.

Cabernet Sauvignon è spesso la spina dorsale, con Merlot e piccoli apporti di Petit Verdot o Cabernet Franc. Fermentazioni curate, estrazioni misurate e un affinamento in barrique di circa 6–8 mesi conducono all’assemblage finale, calibrato come un lavoro d’alta sartoria. È Margaux in chiave essenziale: precisione, profondità, misura.

Pavillon rouge du Château Margaux

Nel cuore di Margaux, Pavillon rouge du Château Margaux è la seconda firma della proprietà: un accesso più diretto alla sua eleganza, senza rinunciare al rigore della selezione sui suoli di ghiaia fine del Médoc.

Nato come “secondo vino”, porta il nome definitivo dal 1908. Dopo una lunga pausa, la produzione è ripartita con l’arrivo di André Mentzelopoulos nel 1977; dagli anni ’90, con la creazione di un terzo vino, la scelta delle parcelle è diventata ancora più severa, anno dopo anno.

Cabernet Sauvignon è spesso la spina dorsale, con Merlot e piccoli apporti di Petit Verdot o Cabernet Franc. Fermentazioni curate, estrazioni misurate e un affinamento in barrique di circa 6–8 mesi conducono all’assemblage finale, calibrato come un lavoro d’alta sartoria. È Margaux in chiave essenziale: precisione, profondità, misura.