Pavillon blanc du Château Margaux
Sui dossi ghiaiosi del Médoc, in Bordeaux, Pavillon blanc du Château Margaux nasce come controcanto raro alla fama dei rossi della tenuta, con una tradizione di bianco che risale al primo Settecento e un nome fissato dal 1920.
Il vigneto è di circa undici ettari, solo Sauvignon Blanc, su una parcella antica dell’azienda: un tempo a uve rosse, poi ripensata anche per il rischio di gelate primaverili. Dal 2009/2010 il lavoro è diventato chirurgico: analisi dei suoli, selezione drastica, vinificazioni per micro‑parcelle e un affinamento che cerca tessitura, spesso con soste prolungate sui lieviti e legno dosato.
Che solo un terzo del raccolto venga imbottigliato come Pavillon Blanc spiega la sua severità. Qui il Sauvignon non grida, ma parla di tensione minerale e misura, con una precisione quasi borgognona.Pavillon blanc du Château Margaux
Sui dossi ghiaiosi del Médoc, in Bordeaux, Pavillon blanc du Château Margaux nasce come controcanto raro alla fama dei rossi della tenuta, con una tradizione di bianco che risale al primo Settecento e un nome fissato dal 1920.
Il vigneto è di circa undici ettari, solo Sauvignon Blanc, su una parcella antica dell’azienda: un tempo a uve rosse, poi ripensata anche per il rischio di gelate primaverili. Dal 2009/2010 il lavoro è diventato chirurgico: analisi dei suoli, selezione drastica, vinificazioni per micro‑parcelle e un affinamento che cerca tessitura, spesso con soste prolungate sui lieviti e legno dosato.
Che solo un terzo del raccolto venga imbottigliato come Pavillon Blanc spiega la sua severità. Qui il Sauvignon non grida, ma parla di tensione minerale e misura, con una precisione quasi borgognona.