Agalia
Tra vento salmastro e pietra lavica in Sicilia è nato Agalia, presentato come Agalìa: distillato d’agave che dà nuova vita alla “zabarra” e traduce l’isola in un sorso essenziale. Il nome unisce agave e Rosalia, la santa che protegge Palermo, mentre l’esordio ufficiale arriva a maggio 2021 con il primo lotto da 2.876 bottiglie, frutto del sogno di quattro amici.
Al centro c’è Agave sisalana, intrecciata a botaniche siciliane: agrumi, pale di fico d’India, foglie d’ulivo e persino acqua di mare. Niente forno interrato né affumicature: la materia viene estratta con macerazione criogenica per preservare freschezza e precisione aromatica.
La distillazione in corrente di vapore sottovuoto chiude il cerchio con controllo millimetrico. Così l’agave diventa un ponte tra tradizione locale e innovazione, parlando di territorio senza effetti speciali.Agalia
Tra vento salmastro e pietra lavica in Sicilia è nato Agalia, presentato come Agalìa: distillato d’agave che dà nuova vita alla “zabarra” e traduce l’isola in un sorso essenziale. Il nome unisce agave e Rosalia, la santa che protegge Palermo, mentre l’esordio ufficiale arriva a maggio 2021 con il primo lotto da 2.876 bottiglie, frutto del sogno di quattro amici.
Al centro c’è Agave sisalana, intrecciata a botaniche siciliane: agrumi, pale di fico d’India, foglie d’ulivo e persino acqua di mare. Niente forno interrato né affumicature: la materia viene estratta con macerazione criogenica per preservare freschezza e precisione aromatica.
La distillazione in corrente di vapore sottovuoto chiude il cerchio con controllo millimetrico. Così l’agave diventa un ponte tra tradizione locale e innovazione, parlando di territorio senza effetti speciali.