La Vinya del Vuit

Con La Vinya del Vuit a Gratallops, nel Priorat, nel 2001 nasce uno dei progetti più insoliti di Spagna. Otto amici, tra cui Sara Pérez, René Barbier, Ester Nin e altre figure della zona, trovarono una vecchia parcella nel Coll de Falset e decisero di salvarla non come marchio, ma come patrimonio condiviso.

Il vigneto conta circa 4,5 ettari, segnati da vecchie viti, llicorella, terrazze ripide e dall’energia secca del Priorat. La Carinyena è al centro, mentre la Garnatxa resta presenza storica; le macchine vengono evitate, il lavoro si fa a mano e con il mulo, in modo organico e paziente.

La Vinya del Vuit è più manifesto che proprietà. Il vino è pensato per lunga evoluzione, tra botte, cemento, damigiana e anni di riposo in bottiglia. Qui il Priorat non parla per volume, ma per memoria: otto voci, una vigna, rispetto radicale per vecchie ceppaie e scisto.

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