Luigi Calissano
A Barolo, nel cuore delle Langhe, Luigi Calissano parla di spirito pionieristico piemontese. Dal 1872 il nome, nato ad Alba, è legato a commercio e affinamenti, ma soprattutto alla visione di portare vini e vermouth oltre i confini locali—fino ai mercati d’oltreoceano—quando il Piemonte iniziava appena a pensarsi internazionale.
Quell’eredità si riflette in uno stile che rispetta la tradizione: Nebbiolo su marne calcaree, macerazioni lunghe, pazienza nell’elevage e attenzione alla struttura più che all’effetto immediato. Botti grandi e legni misurati accompagnano la maturazione dei tannini senza coprire il territorio.
Così il Barolo non è posa, ma racconto vivo: potente e preciso, con tipicità di Langa e l’idea che il tempo sia l’ingrediente più prezioso. Un nome storico che continua a parlare la lingua della pazienza.Luigi Calissano
A Barolo, nel cuore delle Langhe, Luigi Calissano parla di spirito pionieristico piemontese. Dal 1872 il nome, nato ad Alba, è legato a commercio e affinamenti, ma soprattutto alla visione di portare vini e vermouth oltre i confini locali—fino ai mercati d’oltreoceano—quando il Piemonte iniziava appena a pensarsi internazionale.
Quell’eredità si riflette in uno stile che rispetta la tradizione: Nebbiolo su marne calcaree, macerazioni lunghe, pazienza nell’elevage e attenzione alla struttura più che all’effetto immediato. Botti grandi e legni misurati accompagnano la maturazione dei tannini senza coprire il territorio.
Così il Barolo non è posa, ma racconto vivo: potente e preciso, con tipicità di Langa e l’idea che il tempo sia l’ingrediente più prezioso. Un nome storico che continua a parlare la lingua della pazienza.