Domaine Tournon

Sotto il cielo di Australia, Domaine Tournon interpreta Victoria come un mosaico: tra Pyrenees e Heathcote, il progetto avviato da Michel Chapoutier nel 1997 porta varietà rodanee in un paesaggio di microclimi contrastanti.

I vigneti sono lavorati in modo organico e con logica di parcella: suoli ferruginosi, dorsali pietrose, esposizioni fresche. Un dettaglio raro racconta l’ambizione: l’impianto di viti non innestate da selezioni clonali del XIX secolo, coltivate e vendemmiate a mano.

In cantina domina la misura: fermentazioni spesso spontanee, estrazione delicata, soste sulle fecce fini per dare volume senza perdere tensione. Ne nasce uno stile contemporaneo ma composto, dove la firma non è il legno o la potenza, bensì la precisione del terroir e la freschezza delle notti vittoriane.

Domaine Tournon

Sotto il cielo di Australia, Domaine Tournon interpreta Victoria come un mosaico: tra Pyrenees e Heathcote, il progetto avviato da Michel Chapoutier nel 1997 porta varietà rodanee in un paesaggio di microclimi contrastanti.

I vigneti sono lavorati in modo organico e con logica di parcella: suoli ferruginosi, dorsali pietrose, esposizioni fresche. Un dettaglio raro racconta l’ambizione: l’impianto di viti non innestate da selezioni clonali del XIX secolo, coltivate e vendemmiate a mano.

In cantina domina la misura: fermentazioni spesso spontanee, estrazione delicata, soste sulle fecce fini per dare volume senza perdere tensione. Ne nasce uno stile contemporaneo ma composto, dove la firma non è il legno o la potenza, bensì la precisione del terroir e la freschezza delle notti vittoriane.