Giuseppe Contratto

Tra le colline di Barolo e le cattedrali sotterranee di Canelli, da Giuseppe Contratto il Piemonte diventa racconto in profondità. Nato nel 1867, il marchio ha fatto della rifermentazione in bottiglia e delle lunghe soste sui lieviti una disciplina, non un vezzo.

Lo sguardo sale poi in Alta Langa, intorno a Bossolasco: altitudini fresche, marne e calcari, dove Pinot Nero e Chardonnay cercano tensione più che opulenza. Vendemmia manuale, fermentazioni lente e un dosaggio calibrato danno forma a una finezza nitida.

Accanto alla tradizione di vermouth e all’eco della cultura del Nebbiolo, lo stile resta coerente: precisione di cantina, élevage misurato, trama salina. Quando serve, il legno grande e il tempo in bottiglia rifiniscono i contorni senza coprire l’origine. È un sorso che parla di pietra e di attesa, non di mode.

Giuseppe Contratto

Tra le colline di Barolo e le cattedrali sotterranee di Canelli, da Giuseppe Contratto il Piemonte diventa racconto in profondità. Nato nel 1867, il marchio ha fatto della rifermentazione in bottiglia e delle lunghe soste sui lieviti una disciplina, non un vezzo.

Lo sguardo sale poi in Alta Langa, intorno a Bossolasco: altitudini fresche, marne e calcari, dove Pinot Nero e Chardonnay cercano tensione più che opulenza. Vendemmia manuale, fermentazioni lente e un dosaggio calibrato danno forma a una finezza nitida.

Accanto alla tradizione di vermouth e all’eco della cultura del Nebbiolo, lo stile resta coerente: precisione di cantina, élevage misurato, trama salina. Quando serve, il legno grande e il tempo in bottiglia rifiniscono i contorni senza coprire l’origine. È un sorso che parla di pietra e di attesa, non di mode.