Pajzos Tokaj

Tra le pieghe vulcaniche del Tokaj-Hegyalja, in Ungheria, Pajzos Tokaj racconta un territorio fatto di tufo riolitico, nebbie dei fiumi Bodrog e Tisza, cantine fresche e vendemmie pazienti a mano.

Le vigne Pajzos e Megyer, esposte a sud e sud-est, portano in dote Furmint e Hárslevelű: argille e minerali di origine vulcanica trattengono l’acqua, mentre le radici scendono in profondità. Raccolte tardive e selezione severa permettono alla Botrytis nobile di apparire senza spegnere la tensione acida, base dei diversi stili tokaji.

Rinata dopo la privatizzazione dei primi anni ’90, la tenuta lavora per parcelle, con fermentazioni guidate e affinamenti tra acciaio, legno e lunghi sostegni sui lieviti. Dentro un paesaggio UNESCO, il Tokaj qui diventa precisione, non nostalgia, con eleganza discreta.

Pajzos Tokaj

Tra le pieghe vulcaniche del Tokaj-Hegyalja, in Ungheria, Pajzos Tokaj racconta un territorio fatto di tufo riolitico, nebbie dei fiumi Bodrog e Tisza, cantine fresche e vendemmie pazienti a mano.

Le vigne Pajzos e Megyer, esposte a sud e sud-est, portano in dote Furmint e Hárslevelű: argille e minerali di origine vulcanica trattengono l’acqua, mentre le radici scendono in profondità. Raccolte tardive e selezione severa permettono alla Botrytis nobile di apparire senza spegnere la tensione acida, base dei diversi stili tokaji.

Rinata dopo la privatizzazione dei primi anni ’90, la tenuta lavora per parcelle, con fermentazioni guidate e affinamenti tra acciaio, legno e lunghi sostegni sui lieviti. Dentro un paesaggio UNESCO, il Tokaj qui diventa precisione, non nostalgia, con eleganza discreta.