Petit-Roy

Nel cuore della Côte de Beaune, in Francia, Petit‑Roy è Borgogna in formato micro: nato nel 2016 e radicato a Chorey‑lès‑Beaune, lavora poche parcelle con un’idea chiara di precisione. Il fondatore Seiichi Saito, formato a Beaune, ha affinato il proprio sguardo tra cantine simbolo prima di dare voce al suo progetto.

In vigna l’impronta è naturale, con pratiche biologiche e richiami biodinamici: suoli vivi, gestione del verde accurata e vendemmia selettiva per Pinot Noir e Chardonnay. In cantina si cerca trasparenza: fermentazioni spontanee, estrazioni delicate, pochissimi interventi e affinamenti in legni usati o in contenitori neutri, così che il calcare e l’argilla della zona emergano senza filtri.

Petit‑Roy parla sottovoce ma con autorità: è il gesto artigiano che mette il terroir davanti a tutto.

Petit-Roy

Nel cuore della Côte de Beaune, in Francia, Petit‑Roy è Borgogna in formato micro: nato nel 2016 e radicato a Chorey‑lès‑Beaune, lavora poche parcelle con un’idea chiara di precisione. Il fondatore Seiichi Saito, formato a Beaune, ha affinato il proprio sguardo tra cantine simbolo prima di dare voce al suo progetto.

In vigna l’impronta è naturale, con pratiche biologiche e richiami biodinamici: suoli vivi, gestione del verde accurata e vendemmia selettiva per Pinot Noir e Chardonnay. In cantina si cerca trasparenza: fermentazioni spontanee, estrazioni delicate, pochissimi interventi e affinamenti in legni usati o in contenitori neutri, così che il calcare e l’argilla della zona emergano senza filtri.

Petit‑Roy parla sottovoce ma con autorità: è il gesto artigiano che mette il terroir davanti a tutto.